domenica 1 giugno 2014

Pop corn al caramello

Ricetta veloce veloce per palati golosissimi che vorrebbero strafocarsi di tutte le peccaminose leccornìe offerte dalla grande distribuzione, ma sono frenati dal timore di trovarci dentro le peggio cose. La soluzione è provare a riprodurre a casa merendine, stuzzichini e simili, usando pochi ingredienti e zero conservanti. 


Quantificare le dosi è un po' un problema questa volta: ho improvvisato alla grande, avendo a disposizione giusto un avanzo di chicchi di mais. Diciamo che le mie indicazioni sono sufficienti per una ciotola di medie dimensioni che, a casa mia, ha sfamato due persone.

1- Preparate i pop corn. In una padella versate un cucchiaio d'olio di semi di mais, fatelo scaldare un paio di minuti e versatevi metà dei chicchi di mais (diciamo circa un paio di cucchiai abbondanti). Abbassate la fiamma e coprite la padella. Di tanto in tanto muovete i chicchi senza scoperchiare. Ci metteranno qualche minuto prima di cominciare a scoppiettare. Trasferite i pop corn in una ciotola e ripetete l'operazione con l'altra metà dei chicchi. 

2- Caramello. Per la dose di pop corn indicata, ho sciolto circa 35 gr. di burro in una pentola (fuoco basso, mi raccomando!), aggiungendo subito dopo circa 100-110 gr. di zucchero bianco (andrebbe meglio di canna, ma non ne avevo). Mescolate continuamente il composto usando una paletta di legno ... e abbiate fede. Una volta ottenuto il caramello, buttate nella pentola i pop corn, spegnete il fuoco e amalgamateli bene al caramello. Non indugiate troppo per evitare che il calore nella pentola crei un unico blocco di pop corn. Trasferite poi tutto in una teglia coperta di carta da forno.

3- A questo punto in molti passano i pop corn in forno per una decina di minuti a 150 gradi. Io ho lasciato semplicemente asciugare i pop corn all'aria, separandoli delicatamente con una spatolina. Sono rimasti croccanti ed asciutti.

domenica 4 maggio 2014

Aglio orsino: scoperta interessante

Questa domenica, approfittando del sole (il sole a primavera in provincia di Torino ormai è cosa rara), abbiamo fatto una lunga passeggiata dalle parti di casa dei miei, in Bassa Val di Susa. E, nei pressi di un boschetto, siamo stati colpiti da un odore fortissimo, una via di mezzo fra l'erba cipollina e l'aglio. Ci siamo guardati intorno, notando la presenza di una distesa sconfinata di piccoli fiori bianchi. Una distesa di aglio orsino. Si tratta di una pianta che cresce proprio nelle zone boscose e le cui foglie sono utilizzate sin dall'antichità come erbette aromatiche. 
Essendo in vena di sperimentazioni, abbiamo raccolto una ventina di foglie e le abbiamo portate a casa (al sicuro nella custodia dei miei occhiali, che ora pare essere stata immersa nella bagna cauda ...), per poi realizzare un pesto davvero niente male.





Ingredienti (quantità sufficiente a condire circa 3 piatti di pasta):

20 foglie grandi di aglio orsino
30-35 grammi di mandorle pelate e tritate grossolanamente
70 ml di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai colmi di parmigiano grattuggiato
sale, pepe

Lavate attentamente le foglie con acqua fredda ed asciugatele molto bene (altrimenti tendono ad annerire). Spezzettatele e mettetele in un mixer con il trito di mandorle ed un cucchiaio dell'olio extravergine previsto. Frullate in modo da amalgamare questi primi ingredienti. Aggiungete quindi, poco alla volta, il parmigiano e l'olio a filo fino a raggiungere una consistenza non eccessivamente cremosa. Salate, pepate ed amalgamate il tutto. 




Il sapore del pesto, pur non essendo esageratamente invasivo, è abbastanza "forte". Ma, per come la vedo io, la cucina non è mai roba da fighette. 

venerdì 11 aprile 2014

Almost Asian: pollo all'ananas e arachidi tostate

Bene. Ora qualcuno mi spieghi perché al supermercato ho trovato cose come: bacche di goji, noci pecan sgusciate e da sgusciare, cetrioli giganti e foglie di vite in barattolo ... ma degli anacardi manco l'ombra. Che ci hanno fatto gli anacardi che non sono degni di stare sugli scaffali dei nostri supermercati?! Ovviamente ciò ha compromesso irrimediabilmente il mio proposito di creare un piatto vietnamita seguendo fedelmente la ricetta originale. Oramai, tuttavia, disponevo della maggior parte degli ingredienti, così mi sono decisa a tentare una variazione sul tema. E, siccome si è trattato di un esperimento ben riuscito, la ripropongo qui. 

Ingredienti per 2 persone:

220 grammi di fettine di pollo
1/2 peperone rosso
1/2 peperone giallo
180 gr. di ananas fresco
60 grammi di arachidi sgusciate
2 cucchiai di cocco grattuggiato
1 cipollotto 
1 cucchiaio di salsa di pesce (io la trovo sempre all'Auchan)
1 cucchiaio di salsa di soia
1/2 cipolla dorata di piccole dimensioni
1 spicchio d'aglio 
1/2 cucchiaino di peperoncino secco tritato
1 cucchiaino (scarso) di zucchero di canna
olio di semi
sale
 

Tritate l'aglio e la cipolla, lasciandoli poi soffriggere in una padella (meglio ancora in un wok) con 2 cucchiai d'olio e il peperoncino. Nel frattempo scaldate il forno a 150 gradi e fatevi dorare per 3 minuti il cocco, disposto su una placca rivestita di carta da forno. Trasferite il cocco in un piatto e fate tostare le arachidi per circa 6-7 minuti, sempre a 150 gradi.


Versate in padella i due mezzi peperoni puliti e tagliati a tocchetti di circa 1,5 cm di lato. Lasciateli ammorbidire per 5-6 minuti, quindi unite il pollo, anch'esso a tocchetti (ma più grandi). Fate cuocere il tutto altri 7-8 minuti a fiamma media, mescolando spesso e, l'ultimo minuto, salate il tutto (senza esagerare, perché la salsa di soia è già piuttosto salata!).


Aggiungete poi l'ananas a tocchetti piccoli, le arachidi tostate, lo zucchero, la salsa di pesce e quella di soia. Mescolate bene ed aggiungete il cipollotto pulito (senza le foglie verdi, che potrete conservare se avete in programma di preparare del brodo) e tagliato a losanghe. Spegnete il fuoco, completate il piatto con una spolverata del cocco che avete dorato in forno e servite.

giovedì 3 aprile 2014

Cavoletti di Bruxelles agrodolci alla birra



I cavoletti di Bruxelles, fra i vegetali più odiati dai bambini di mezzo mondo. Non esiste neppure un personaggio alla Braccio di Ferro in grado di redimerne le sorti. Io, ovviamente, non facevo eccezione. L’odore che travolgeva la cucina ogni volta che mia madre ne bolliva anche solo una piccola quantità me li rendeva antipatici. Sono passati anni e, col tempo, ho capito che il problema non erano tanto i poveri cavoletti, quanto la convinzione diffusa che possano essere gustati praticamente solo bolliti o, massimo dell’estro, saltati in padella con un po’ d’olio. Così ho cominciato a peregrinare sul web in cerca di idee e, al momento, la ricetta per me più gettonata è quella (con piccole modifiche personali) reperita su Giallo Zafferano (che, a essere sincera, consulto di rado perché trovo che non sempre le ricette siano corrette, come confermato anche dai commenti dei numerosi lettori) che, in questo caso, ci ha preso.

Ingredienti:
Cavoletti di Bruxelles, 500gr (per 2 persone, 3 se intendete servirli come contorno)
Uno scalogno tritato
Mezzo spicchio d’aglio privato dell’anima e tritato
Una foglia di alloro
Mezzo cucchiaino di zucchero
Un bicchiere colmo di birra bionda
Una noce di burro (circa 8 grammi)
Un cucchiaino d’olio d’oliva
Sale, pepe, peperoncino

Pulite i cavoletti: eliminate le foglie esterne rovinate e sciacquate bene il resto. “Scorciate” un poco le cimette e praticatevi un’incisione a forma di croce (non troppo profonda, se non volete tagliare in due i cavoletti).
In una padella antiaderente, fate soffriggere il trito di aglio e scalogno con il burro e l’olio. Aggiungete poi lo zucchero e la foglia d’alloro, mescolate ed unite infine i cavoletti. Fateli saltare a fiamma vivace per cinque minuti, finche non cominciano a colorarsi. A quel punto, unite lentamente la birra e lasciate evaporare. Una volta che la birra è evaporata quasi completamente (lasciatene giusto un cucchiaio abbondante sul fondo della padella per evitare che asciughi troppo), aggiungete sale, pepe e un pizzico di peperoncino. Lasciate cuocere ancora 4-5 minuti a fiamma bassa e senza coperchio.

 

sabato 1 marzo 2014

Île flottante: un dessert elegante


Ciao, sono Sara. E di secondo nome faccio Bianconiglio. Un po' a causa mia, un po' per colpa del lavoro, ho sempre meno tempo per il blog. Continuo a cucinare, naturalmente. Ma è sempre più difficile ritagliare qualche attimo per scrivere di cucina. Approfitto quindi di dieci minuti liberi per presentarvi la ricetta di un dolce francese molto chic: l'Île flottante (ovvero, "isola galleggiante"). Si tratta di un dessert composto da una base di crema inglese sovrastata da un "isolotto" di albumi zuccherati.


Ingredienti (per 2 coppette):

2 uova
50 gr. di zucchero a velo
250 ml di latte (io ho usato il parzialmente scremato, ma ho idea che il latte intero sia più idoneo)
1 baccello di vaniglia

Separate i tuorli delle uova dagli albumi e montate questi ultimi a neve molto ferma, incorporandovi circa 20 gr. di zucchero a velo ben setacciato.
In un pentolino largo, scaldate il latte con il baccello di vaniglia (inciso nel senso della lunghezza per estrapolarne il gusto). Subito prima che cominci a sobbollire, abbassate la fiamma al minimo e togliete la stecca di vaniglia. Aiutandovi con due cucchiai, create una quenelle di albumi e tuffatela delicatamente nel latte. Lasciatela cuocere per circa un minuto, quindi giratela con attenzione (usate una schiumarola, è l'ideale!) e fate cuocere un altro minuto. Usando sempre molta delicatezza, posate poi la quenelle su un foglio doppio di carta assorbente. Andate avanti in questo modo sino ad esaurimento degli albumi montati. Sebbene per due coppette di dessert siano sufficienti due quenelles, è possibile che ne ricaviate di più (utilizzando uova grandi, a me sono venute ben quattro quenelles!).
Mentre gli albumi cotti si riposano, montate i tuorli con il resto dello zucchero a velo (setacciatelo sempre, onde evitare grumi fastidiosi), fino a creare una cremina omogenea. Unite poi il latte utilizzato precedentemente che avrete lasciato intiepidire. Mescolate bene il tutto e ponete sul fuoco a fiamma medio-bassa, sino a velatura della crema (in pratica, deve addensare). 
Disponete la crema nelle coppette, lasciate raffreddare e adagiatevi le quenelles, una per ogni coppetta. Mettete tutto in frigo, meglio se per almeno un paio d'ore.
Il dolce può essere infine decorato con granella di mandorle e caramello. Io avevo solo delle nocciole a casa, così le ho caramellate velocemente in un padellino (un cucchiaio di zucchero, 2-2,5 cucchiai d'acqua e le nocciole. Si scalda tutto insieme mescolando fino a formare una sorta di pellicola granulosa intorno alle mandorle), le ho spezzettate con un coltello e ho così completato la mia presentazione.

lunedì 13 gennaio 2014

Muesli homemade ... facilissimo!

Sono trascorsi secoli dall'ultimo post. Sul mio blog le feste sono passate completamente in sordina, lasciando un bel po' di nostalgia e chili di troppo. E' stato un periodo frenetico e, a dirla tutta, non è affatto terminato. Approfitto di questa mezz'oretta prima di crollare stravolta per postare una ricetta facilissima e veloce: il muesli. Ora, non so voi, ma personalmente ADORO il muesli. Solo che quello del supermercato (a meno che non si vada a caccia del prodotto bio-equo-costosissimo) sa un sacco di olio ed è spesso molto dolce. La mia versione fai-da-te è decisamente migliore ...


Ingredienti:

300 gr. di fiocchi d'avena (non zuccherati. Costano pochissimo, non li vuole nessuno :P)

80 gr. circa di frutta secca ed essiccata. Io ho trovato delle comode bustine al supermercato, ma in alternativa si possono selezionare tre o quattro tipi di frutta secca (noci, nocciole, mandorle, per esempio) e dell'uvetta o altra frutta essiccata (tipo i frutti di bosco). Io non l'ho fatta ammollare in acqua, perché in questo modo il muesli dovrebbe durare più a lungo.

un cucchiaino di semi di sesamo bianchi

un cucchiaio di miele (se troppo cristallizzato, basta scioglierlo leggermente in un pentolino)

un cucchiaio e mezzo di olio EVO

un cucchiaio di acqua (se avete fatto ammollare la frutta essiccata, potete utilizzarne l'acqua)

 
Mescolate bene il tutto, poi disponetelo su una teglia rivestita di cartada forno e cuocete in forno caldo a 150 gradi per una 10-12 minuti, mescolando spesso.
Lasciate raffreddare e disponete in un contenitore richiudibile (io ho utilizzato dei semplici barattoli di vetro ... tanto sparirà alla velocità della luce!!!)



Con le dosi proposte ho stimato di poter fare sei-sette colazioni, anche qualcosina in più, se siete parsimoniosi. Ovviamente nulla vieta di aumentare le dosi e sbizzarrirsi con insoliti abbinamenti.

domenica 8 dicembre 2013

Zucca, part 2: vellutata speziata con porri e mandorle


La mia seconda scelta di utilizzo della nostra mega fornitura di zucca ...

Ingredienti per 2-3 persone:

circa 400 gr. di polpa di zucca
1/2 porro + le foglie
2 patate di medie dimensioni
1/2 scalogno
2 centimetri di radice di zenzero fresco
10 semi di cumino
olio d'oliva
burro
brodo vegetale
sale, pepe, un pizzico di peperoncino (a scelta)

In una pentola, fate soffriggere il porro e lo scalogno affettati in due cucchiai d'olio d'oliva ed una piccola noce di burro. Unite il cumino, lo zenzero grattuggiato e, a piacere, poco peperoncino (meglio se semi essiccati). Aggiungete le patate pelate e tagliate a tocchetti, amalgamando bene ai gusti. Unite anche la polpa di zucca privata dei semi e tagliata anch'essa a tocchetti. Lasciate insaporire qualche minuto, quindi coprite con il brodo caldo (ho usato il dado e le foglie pulite del porro) e fate cuocere a fiamma medio-bassa per circa mezz'ora, mescolando di tanto in tanto e, se necessario, allungando con altro brodo. 
A cottura conclusa le patate dovranno essere molto morbide e la zucca completamente sfaldata. Potete frullare con il minipimer ed impiattare, completando il tutto con una spolverata di mandorle tritate. Servite con crostini di pane.